SCUOLA: DONAZZAN SCRIVE AI PARLAMENTARI VENETI, “DIFENDIAMO OFFERTA FORMATIVA REGIONALE DALLE SCELTE DEL GOVERNO”

“Chiedo il vostro prezioso supporto in una battaglia che non può definirsi di parte, bensì accomunabile al buon senso per il fine che intende perseguire: garantire al Veneto un adeguato funzionamento del sistema scolastico regionale, ad oggi messo in discussione dalle scelte del Governo nazionale; scelte che, a quanto pare, renderebbero vani gli sforzi posti in essere dalla Regione al fine di far crescere in termini di qualità e quantità l’offerta formativa del territorio”. Inizia così la lettera che l’assessore all’Istruzione della Regione del Veneto, Elena Donazzan, ha inviato a tutti i parlamentari veneti per chiedere la loro collaborazione per un adeguato funzionamento del sistema scolastico regionale, ad oggi messo in discussione dalle scelte del Governo nazionale.
L’assessore regionale ricapitola a deputati e senatori eletti in Veneto la specificità del sistema formativo regionale, dove – nel solo segmento della scuola d’infanzia – il servizio viene garantito da scuole paritarie e dove il modulo del tempo pieno è molto richiesto dalle famiglie, per la necessità di trovare o mantenere il lavoro. Specificità e diritti dei veneti che rischiano, secondo Donazzan, di venire negati dalle ultime scelte operate dal governo con i provvedimenti relativi alla ‘buona scuola’ e le assegnazioni dell’organico. In particolare l’assessore contesta le assegnazioni dei posti di organico di personale docente: al Veneto, secondo le anticipazioni giunte, spetterebbe appena poco più del 3 per cento dei 4255 posti aggiuntivi previsti su scala nazionale.

“Ritengo, se ciò corrispondesse al vero – scrive l’assessore – che con questi provvedimenti si sia operata, vorrei credere non deliberatamente, una grave scorrettezza istituzionale e un ‘vulnus’ non tanto e non solo all’istituzione che rappresento ma al diritto allo studio, costituzionalmente tutelato, degli studenti e delle famiglie del Veneto. Un diritto che dovrebbe appartenere ad ogni persona in quanto membro di questa società e il cui riconoscimento pratico diventa il naturale completamento della democrazia; riconoscimento pertanto non classificabile, in quanto tale, né di destra né di sinistra”.
“Pare invece di assistere, da qualche tempo a questa parte, ad una dicotomia sempre più marcata tra la ‘buona scuola’ annunciata e quella realmente perseguita – prosegue la referente per le politiche scolastiche e della formazione in Veneto – dove quanto affermato nei proclami risulta poi sistematicamente disatteso e violato nella prassi. A meno che – aggiunge – l’obiettivo non sia quello della pervicace ricerca del livellamento verso il basso”.
Di fronte alle “segnalazioni allarmate” raccolte da cittadini “giustamente preoccupati per il futuro nella scuola nel Veneto – fra l’altro certificata da anni tra le prime in Italia” – l’assessore lancia un appello ai parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione, perché ministero e governo rivedano il piano delle assunzioni: “Vi chiedo, al netto dei rispettivi orientamenti partitici – scrive Donazzan – di intraprendere ogni azione possibile per scongiurare la totale sperequazione che pare emerga dalle intenzioni del Governo, dato che si manifesterebbe una palese ed assoluta mancanza di un equo e razionale criterio distributivo, a meno che non siano intervenuti movimenti migratori di popolazione scolastica a dimensione biblica, di cui non siamo a conoscenza, verso regioni che negli scorsi anni registravano invece un trend negativo, diversamente da quanto registrato nel Veneto”.

“L’obiettivo ultimo, che ribadisco fermamente – conclude Elena Donazzan – è garantire al Veneto un adeguato funzionamento del sistema scolastico regionale”.



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