Se il chewing gum è l’opera d’arte. Maurizio Savini a Napoli

La tecnica di Maurizio Savini (Roma, 1962) rivela volti, scene e oggetti che hanno fatto la storia del Belpaese con sculture e “dipinti” realizzati grazie a chewing gum di colori differenti. Inventata dapprima dai Maya sotto forma di palline, e poi scoperta dall’americano Thomas Adams nel lontano 1871, in origine la gomma da masticare era una pasta venduta esclusivamente in un negozio del New Jersey. Si trattava di un prodotto del tutto insapore fino a quando, dopo alcuni anni, il farmacista John Colgan decise di aromatizzare il chicle o chicleros, la pasta ricavata dall’albero di sapodilla di origine messicana. Dal 1890, grazie ai nuovi processi di trattamento degli alimenti e al progresso della pubblicità, il chewing gum diventa di largo consumo, sinonimo di società globalizzata.
A partire da questo concetto Savini sottolinea il cambiamento epocale della società di massa, sempre più lontana dai veri valori, tra opportunità ed eccessi, anche in ambito politico. Il chewing gum come metafora del tempo per porre l’accento con occhi positivi sul futuro, nel solco dei colori pop della sua arte.

‒ Fabio Pariante



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