Sfida alla prova costume: non è mai troppo tardi

Il Prof. Nicola Sorrentino dell’Osservatorio Sanpellegrino svela le 3 regole per sfruttare appieno l’aiuto dell’acqua

Milano – Come ogni anno alla gioia per l’avvicinarsi delle vacanze si accompagna anche il timore per la prova costume. Il countdown è già iniziato. Se pensate di non essere più in tempo per indossare il bikini senza il cruccio dei rotolini, della pancetta e della nemica cellulite, non datevi per vinti. E’ un obiettivo da perseguire fino all’ultimo momento. Non l’avevate considerato, concentrandovi solo sui cibi, ma anche l’acqua aiuta a dimagrire e non è una leggenda. La ricerca clinica ha dimostrato diversi modi con cui l’acqua può accelerare gli effetti di una dieta ipocalorica: mitiga il senso di fame, rende più attivi i muscoli, elimina le tossine che rallentano il nostro metabolismo e, fatto da non sottovalutare, aumenta il consumo calorico attraverso il meccanismo della termogenesi, cioè la produzione di calore dell’organismo. Certo, l’effetto “dimagrante” dell’acqua deve essere associato a quelli della dieta e dell’attività fisica, ma il suo contributo non deve essere sottovalutato, soprattutto ora che l’obiettivo è arrivare alle vacanze stando bene con il proprio corpo. “Per essere pronti ad affrontare la prova costume si può sfruttare al meglio l’aiuto dell’acqua, in un regime dietetico ipocalorico, seguendo tre raccomandazioni – spiega il Professor Nicola Sorrentino, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino (www.sanpellegrino.corporate.it), docente di Igiene Nutrizionale all’Università di Pavia, direttore scientifico delle Terme Sensoriali di Chianciano Terme – Bere 8-10 bicchieri di acqua distribuiti durante tutta la giornata e non grandi quantità in una sola volta; bere sempre due bicchieri di acqua qualche minuto prima della colazione, del pranzo e della cena, uno a metà mattina e uno a merenda; dare ampio spazio ai cibi ricchi di acqua, soprattutto a verdura e frutta”. Il potere saziante dell’acqua è stato osservato in diverse ricerche scientifiche, tra cui uno studio pubblicato sull’importante rivista Obesity. I ricercatori del College of Agriculture and Life Sciences del Virginia Tech, negli Stati Uniti, hanno fatto seguire la stessa dieta dimagrante per tre mesi a 50 persone; solo a metà dei partecipanti, però, era stata data l’indicazione di bere due bicchieri di acqua prima dei pasti. Questo semplice gesto ha portato a una riduzione media dell’apporto calorico di ogni pasto di 75-90 kilocalorie e, alla fine del periodo di osservazione, questi volontari avevano perso oltre 2 chili in più rispetto agli altri. Non solo, chi ha mantenuto l’abitudine di bere acqua prima dei pasti anche nell’anno successivo allo studio ha perso in media un ulteriore chilo, a differenza degli altri che ne hanno riguadagnato circa uno. Il potere saziante può essere ancora più spiccato se si beve acqua gasata. Anche l’effetto “booster” sul metabolismo – ovvero quante calorie vengono bruciate dal nostro organismo ogni giorno – è stato provato in alcuni studi. Già nel 2003, alcuni ricercatori tedeschi avevano osservato che bere due bicchieri d’acqua a temperatura ambiente tre volte al giorno a stomaco vuoto, prima dei pasti, aumentava la velocità alla quale le calorie venivano consumate per produrre energia del 30% per cento, sia negli uomini sia nelle donne. L’effetto durava circa un’ora, aveva inizio dopo 10 minuti dal consumo dell’acqua e raggiungeva il suo apice dopo mezz’ora. Secondo gli studiosi, questo si deve al fatto che l’acqua, una volta introdotta nel nostro organismo, viene portata da 22°C a 37°C. Si è quindi osservato che questo innalzamento della temperatura era in grado di “bruciare” i grassi negli uomini e i carboidrati nelle donne. Proprio quello di cui necessitiamo in questo periodo. Sfatiamo dunque le false credenze secondo le quali l’acqua fa ingrassare, va bevuta lontano dai pasti, causa ritenzione idrica o cellulite. “Gli inestetismi che preoccupano tanto le donne sono legati al consumo di sale e ad altre sostanze contenute negli alimenti – dice il Prof. Sorrentino – noi italiani siamo tra i maggiori consumatori di questo condimento, ne utilizziamo più del doppio rispetto alla dose giornaliera di 5 grammi suggerita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Da una parte dobbiamo impegnarci a diminuirne l’introito, dall’altra una buona idratazione può aiutarci a smaltirne l’eccesso. E quello che forse non è ben chiaro è che tutte le acque, e non solo quelle povere di sodio, hanno questa importante proprietà”.



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