Sindrome di Down e autismo: il corretto approccio giornalistico. E non solo…

TORINO – Al palazzo Maineri del Circolo della Stampa martedì 27 febbraio si è svolto un corso di formazione che, per le tematiche trattate e la loro delicatezza, coinvolge tutti, pur se organizzato per soli giornalisti. Il giusto approccio giornalistico non vuol dire solo usare, da parte di chi scrive, una terminologia corretta ma in primis, per tutti, capire, comprendere di cosa si sta parlando e, da una parte, parlarne correttamente, dall’altra, assumere un comportamento adeguato quando ci si trova di fronte ai casi in questione.

Ne sono stati relatori: Cristina Mazzariello (presentatrice, giornalista di Cuneo); Annalisa Sereni (intervenuta su Skype, medico con figlia con sindrome di Down); Giuseppe Arduino (psicologo, psichiatra di Cuneo) e Guido Marangoni (informatico, papà di Anna, bimba con sindrome di Down).

Disabilità esplicite e nascoste trattate con “leggerezza” che non vuol dire superficialità. Linguaggi consoni e tesi a rispettare le persone (come illustrato nella Carta di Treviso), separando i soggetti dai deficit genetici e/o dai disturbi dello spettro. No a pietismi e a stereotipi e superficialità.

Sono stati questi, qui condensati, gli interessanti argomenti trattati dai preparati relatori di cui sopra, dei quali riassumiamo il pensiero

L’autismo non è “malattia” ma disturbo; il dottor Down (il nome del disturbo viene da lui e non dal termine inglese “down” (giù) come molti pensano e scrivono per ignoranza) scoprì nel 1866 la trisomia 21 (diagnosticabile nei primi 3 anni di vita): in alcuni soggetti si trova un cromosoma in più (47 anziché 46) che produce sostanze che provocano disarmonie nel corpo.

Sereni ha spiegato tecnicamente il disturbo e le problematiche vissute, auspicando che un giorno con una semplice pastiglia si possano inibire le negatività funzionali e magari anche i deficit cognitivi. Mazzariello ha invece sottolineato come il linguaggio sia fondamentale, e come vada perciò usato al meglio soprattutto parlando delle categorie più deboli (minori, anziani…). Occorre identificare prima la persone con il nome e poi, separandola, la disabilità: non mongoloide, down, ma … “ha” o “con” disabilità o sindrome di Down. Le carte deontologiche (carta di Treviso, 1990, art. 1 e 6) trattano bene l’argomento, soprattutto rispetto ai minori, invitando a scrivere senza pietismi né sensazionalismi e/o sfruttamento, nonché con pieno rispetto dell’anonimato se minori. La relatrice ha ricordato anche la carta di Roma riguardo a emigrati e migranti, verso i quali si usa spesso un linguaggio improprio, se non offensivo. L’ideale sarebbe fornire a supporto di chi scrive un pratico glossario sul sito dell’ordine regionale.

Arduino è stato anche tecnico. L’autismo è un disturbo dello spettro (sistema nervoso centrale) che viene alterato sviluppando un malfunzionamento (tra cui la sindrome di Asperger: il soggetto non parla o è intelligentissimo). Si identifica attraverso tre analisi: interazione sociale ridotta; alterazione della comunicazione; comportamenti ed interessi ristretti (a volte concentrati su dettagli: Andreotti, calcio, cassonetti…), che molto spesso si esplicitano con iper o iposensibilità sensoriale. Non se ne conoscono le cause e non esiste una cura: si pensa a fattori genetici, ereditarietà e sostanze neurotossiche. L’incidenza sociale oscilla tra il 6,2 su 1000 e 1 su 250 con un rapporto 4,5 a 1 tra maschi e femmine (i dati epidemiologici non sono facilmente reperibili). I tentativi di cura possono essere fatti in casa, a scuola o in comunità, cercando modi alternativi di comunicazione: dalla comunicazione facilitata, che ha i suoi pro e contro, a quella aumentativa (immagini, suoni o lavagnette) che invece funziona. Attraverso il mezzo di comunicazione diverso si riesce a interagire molto.

Marangoni – che ringraziamo per la concessione della foto che illustra questo articolo – è un personaggio molto estroverso, che ha fatto delle sue esperienze con la piccola figlia Anna che ha la sindrome di Down un efficacissimo sistema per informare, formare, educare chiunque – che abbia buoni o cattivi comportamenti – si avvicini a queste problematiche. Ha scritto anche un libro, “Anna che sorride alla pioggia”, organizzato spettacoli comici e presenzia a conferenze e dibattiti fornendo con intelligenza, tatto e leggerezza a chi lo avvicina utili momenti di riflessione e consigli per far star meglio il prossimo “diverso” e portare ognuno di noi alla consapevolezza delle nostre “disabilità nascoste” che non sono poi tanto dissimili da quelle evidenti degli altri.

Ragazze e ragazzi, più o meno cresciuti, che leggete questo articolo visitate, non superficialmente, il sito: facebook/buonenotiziesecondoAnna: ne uscirete certamente più “ricchi” ed informati, forse un po’ più maturi e consapevoli, assolutamente non delusi.

“Siamo fatti di – versi, perché siamo poesia”

Franco cortese Notizie in un click



Informativa sui Cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

NotizieInUnClick.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione.
Per leggere di più su i cookie utilizzati interni e di terze parti visita la pagina dedicata.
Per continuare a navigare questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi