Telesca, certificazione solo su stato vaccinale minori

Trieste – “Non sono necessarie indicazioni regionali in merito a una possibile deroga alla vaccinazione per i bambini nati da fecondazione eterologa perché il problema non sussiste”.

Così l’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, in risposta all’interrogazione del consigliere Giovanni Barillari che ha chiesto, sollecitato da un gruppo di genitori, quale sia la procedura corretta da seguire per le certificazioni vaccinali rese dai genitori dei bambini nati da una fecondazione eterologa, ovvero con la donazione esterna alla coppia di un ovocita o di uno spermatozoo. Il consigliere del Gruppo misto ha chiesto se in questo caso si possa prevedere una deroga alla vaccinazione.

Telesca ha spiegato che le disposizioni in materia di prevenzione vaccinale, nel definire quali siano le certificazioni da presentare all’atto dell’iscrizione ai servizi educativi, alle scuole dell’infanzia e alle istituzioni del sistema nazionale di istruzione, non prevedono che venga fornita alcuna informazione in merito alla storia vaccinale dei genitori, né su eventuali precedenti reazioni avverse a precedenti vaccinazioni. “E’ richiesta infatti unicamente una certificazione che comprovi lo stato vaccinale, l’esonero, l’omissione o il differimento delle vaccinazioni obbligatorie relative al minore”, ha chiarito Telesca.

L’assessore ha escluso che “la Regione possa aver richiesto informazioni sullo stato vaccinale e eventuali reazioni avverse a vaccinazioni dei genitori” e ha reso noto che “non risulta che nemmeno le scuole abbiano richiesto informazioni in tal senso”. In merito alla rilevazione delle precauzioni e controindicazioni alle vaccinazioni da effettuare, Telesca ha ricordato che è compito del personale sanitario che esegue una vaccinazione verificare la presenza di controindicazioni e/o di precauzioni in ogni persona prima di somministrare qualsiasi vaccino.

“Il triage prevaccinale viene effettuato dal personale sanitario con una serie completa di precise e semplici domande, utilizzando una scheda anamnestica standardizzata, in grado di individuare le condizioni che sono considerate precauzioni/controindicazioni”, ha chiarito Telesca.



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