Tre poli contrapposti 2018, l’identikit del nuovo parlamento

La tornata del 4 marzo ha eletto il più giovane parlamento della nostra storia repubblicana. Sia alla camera che al senato si registrano infatti valori record. A Montecitorio già nella XVII legislatura l’età media si era abbassata di circa 5 anni, ma nel nuovo parlamento il dato scenderà ancora di più, fino ad arrivare a 44,33. La contrazione è particolarmente significativa se la si confronta con il trend delle ultime legislature. Rispetto alla XV (dal 2006 al 2008) in cui era stata eletta la camera con l’età media più alta, la media si è abbassata del 13,58%.

Il prossimo parlamento avrà l’età media più bassa della storia repubblicana: alla camera 44,33 anni, al senato 52,12.

Anche al senato possiamo parlare di una tornata record. L’età media a Palazzo Madama sarà poco oltre i 52 anni, abbassando di oltre 2 anni il dato della scorsa legislatura. Come per Montecitorio la contrazione rispetto alla XV legislatura, che anche in questo ramo registrava uno dei valori più alti della nostra storia repubblicana, sarà notevole. Tra il 2006 e il 2008 gli eletti al senato avevano in media 57 anni, un dato che è quindi sceso di quasi il 9%.
L’età media dei parlamentari
Dalla I (1948) alla XVIII (2018) legislatura
DA SAPERE

Per permettere un confronto tra le legislature sono stati presi in considerazione tutti gli eletti, sia quelli cessati che quelli subentrati. In aggiunta, per quanto riguarda l’analisi sull’età media abbiamo analizzato l’età alla proclamazione, o all’inizio del mandato per coloro che sono subentrati in corso di legislatura.

FONTE: elaborazione openpolis su dati camera e senato
Le donne in parlamento

Se da un lato l’età media è costantemente scesa nelle ultime legislature, dall’altro la percentuale di donne nel parlamento italiano è invece aumentata. Due movimenti opposti, che certificano il cambiamento in essere nell’identikit di deputati e senatori. La XVIII legislatura sarà segnata dalla percentuale più alta di donne elette nella storia repubblicana, sia alla camera che al senato.

34% dei parlamentari saranno donne. È la percentuale più alta della nostra storia repubblicana.

La scorsa legislatura aveva già fatto segnare un’impennata di quote rosa, sia a Montecitorio che a Palazzo Madama. Alla camera l’aumento era stato del 50%, passando dal 20,41% della XVI legislatura al 30,7%. Con la XVIII legislatura la percentuale è destinata a crescere ancora, passando al 34,62%. Solamente 10 anni fa, nella XV legislatura, le donne erano la metà, il 17,2%. Pure a Palazzo Madama i numeri sono record. Rispetto al 28,44% di senatrici della XVII legislatura, nella XVIII passeremo al 34,75%, segnando un aumento del 22%. Il trend negli ultimi anni ha portato a quasi raddoppiare la percentuale di donne, considerando che nel periodo 2006-2008 il dato era fermo al 13,43%.
Le carriere politiche dei neo eletti

Un tema particolarmente caldo riguarda la carriera politica dei nei eletti.
Un primo dato che emerge è che il tasso di ricambio parlamentare (percentuale di neo eletti che non hanno fatto parte della scorsa legislatura) è al 65,91% alla camera e al 64,26% al senato. Questo vuol dire che la stragrande maggioranza dei deputati e senatori sono cambiati rispetto alle politiche del 2013. Dalla seconda legislatura a oggi, è il valore più alto mai registrato. Analizzando l’andamento nel tempo di questo indicatore, è evidente quanto la XVII e la XVIII legislatura abbiano contribuito a variare gli equilibri parlamentari del nostro paese.

Rispetto alla XVII legislatura sono cambiati circa il 65% dei parlamentari.

Questo dato è spinto in alto soprattutto dal successo elettorale del Movimento 5 stelle e della Lega. I due partiti hanno fortemente aumentato il loro numero di rappresentanti in parlamento, e lo hanno fatto facendo eleggere una percentuale elevata di deputati e senatori che non facevano parte della scorsa legislatura. Mentre Partito democratico e Liberi e uguali hanno una percentuale di ricambio parlamentare tra il 20-30%, tutte le forze politiche di centrodestra, come anche il Movimento 5 stelle, superano il 60%. Il dato più alto in entrambi i rami è stato fatto registrare dalla Lega, 87% alla camera e 83% al senato. È importante sottolineare che questo è dovuto soprattutto alla crescita nei numeri del partito guidato da Matteo Salvini, che dal 4% delle politiche 2013 è passato al 17% del 2018. Discorso analogo per il Movimento 5 stelle, che fa segnare la terza percentuale più elevata di ricambio parlamentare alla camera, e la seconda al senato.



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