Tutti contro i voucher, i presìdi non si fermano

Dopo tre giorni di mobilitazione, la scorsa settimana, anche oggi (31 luglio) Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno svolto un presidio davanti a Montecitorio per comunicare tutta la loro contrarietà all’ampliamento dell’uso dei voucher in agricoltura. A seguito degli incontri con i presidenti delle commissioni Lavoro di Camera e Senato e con la commissione Agricoltura della Camera, i sindacati avevano anche chiesto un incontro con il ministro del Lavoro Di Maio e scritto al presidente della Camera Roberto Fico, affinché potesse intervenire, ma non è bastato. “Siamo orgogliosi della mobilitazione unitaria a sostegno delle nostre proposte”, affermano i tre segretari generali Onofrio Rota (Fai Cisl), Ivana Galli (Flai Cgil) e Stefano Mantegazza (Uila Uil).

“Gli emendamenti – spiegano i tre sindacalisti – sono rimasti gli stessi, e con la conversione del decreto dignità diventeranno legge, dunque la nostra mobilitazione continua. A settembre avvieremo insieme una grande campagna di informazione con presìdi su tutti i territori. Spiegheremo ai rappresentanti delle istituzioni, ai parlamentari e ai lavoratori le drammatiche conseguenze dell’uso di questo strumento in agricoltura. Soprattutto smentiremo le tante informazioni errate che sono state diffuse sull’argomento in questo periodo. La mancata tracciabilità dell’utilizzo dello strumento rimane uno degli elementi più gravi, così come continueremo a ritenere inaccettabile l’aver portato da tre a dieci giorni il tempo di utilizzo del voucher dopo la comunicazione all’Inps, con la possibilità di spalmare in questo arco di tempo le quattro ore di lavoro, e il venir meno del compenso minimo giornaliero oggi previsto. Tante imprese sane del settore, con questa estensione, subiranno la concorrenza sleale di chi conta, grazie ai voucher, di puntare sul lavoro nero e sullo sfruttamento”.

Con la recente firma del nuovo contratto nazionale, inoltre, “abbiamo messo a punto tutti gli strumenti per venire incontro alle esigenze di flessibilità delle imprese, ora i voucher consentiranno, di fatto, una copertura al lavoro nero. Pericolosa, infine, l’idea di demandare tutto all’autocertificazione, un fatto che deresponsabilizza le imprese e rende ricattabili i lavoratori. Il lavoro agricolo e la contrattazione escono mortificati da questo decreto, e ci batteremo ancora per ottenere in futuro la modifica delle norme introdotte”.

LA GIORNATA

Non si ferma la protesta. Oggi, martedì 31 luglio, è stata la volta dei lavoratori del settore agricolo che scendono in piazza a Roma, davanti a Montecitorio, per fare pressione nei giorni in cui il decreto è passato alla discussione in Aula. “Chiediamo al Parlamento di respingere gli emendamenti alla normativa vigente che cancellerebbero i diritti contrattuali, assistenziali e previdenziali di decine di migliaia di lavoratori, mettendo anche a rischio la sicurezza sul lavoro nel comparto agricolo”. Cos’ Fai, Flai e Uila.



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