Una domenica di festa a Pratolino con gli uomini e donne dell’antincendio toscano

VAGLIA (FI) – Una festa per l’anticendio boschivo toscano stamani al Parco Mediceo di Pratolino..Una giornata per sollecitare attenzione, ma anche e soprattutto per dire grazie a chi ha permesso, anche quest’anno che è stato davvero drammatico, di fermare il fuoco. Perché, lo ricorda anche il presidente della Toscana Enrico Rossi, senza i volontari di tante associazioni, senza gli operai forestali della Regione, delle Unioni dei Comuni e della Città metropolitana, senza il personale della sala operativa unificata e delle otto sale provinciali, senza i direttori delle operazioni antincendi, i piloti della flotta aerea e gli istruttori del centro di addestramento “Pineta di Tocchi” a Monticiano, uomini e donne fianco a fianco, il conto alla fine sarebbe stato molto più pesante. Anche nel 2017. Un grazie che si somma a quello per i vigili del fuoco e i carabinieri forestali, che operano in base ad accordi e convenzioni e partecipano all’organizzazione regionale.

Era festa oggi al parco Mediceo di Pratolino sulle colline sopra Firenze risalgono l’Appenino e la strada della Futa. E nonostante il cielo plumbeo e la pioggia della notte, non è mancato a sprazzi anche il sole. Un brulicare, da stamani, di uniformi, persone con la tuta arancione fluorescente, i mezzi gialli e rossi tutti in fila, schierati.

La villa che fece costruire nel Cinquecento Francesco I non esiste più e neppure, in gran parte, le meraviglie degli allora numerosissimi giochi d’acqua, labirinti e grotte. Ai Medici sono succeduti nel 1872 i Demidoff, industriali di origine russa. Resta però l’incanto di una natura possente, patrimonio mondiale dell’Unesco.

Chi oggi è capitato al parco – l’iniziativa è stata organizzata da Regione e Città metropolitana – ha potuto approfittarne per curiosare tra i fuoristrada attrezzati di lance idrauliche, le autobotti e i trattori con verricelli e gru utilizzati per rimuovere, dopo un incendio, tronchi ed alberi abbattuti. Fermo a terra c’era pure un elicotteto e pronte a raccontarsi le associazioni e le tante anime e settori di un’organizzazione vasta e complessa, come quella regionale anticendi boschivi, che conta 4.800 uomini e donne addestrate (di cui 4.200 volontari), seicento mezzi ‘terrestri’, fino a dieci elicotteri in volo nella parte più ‘calda’ dell’estate e un centro di addestramento d’eccellenza, a Monticiano, frequentato anche da operatori di altre nazioni.

Incendi boschivi, 9 milioni e mezzo spesi dalla Regione ogni anno

C’erano gli ‘artisti’ del ‘taglio del bosco, capaci con una motosega di ritagliare all’interno di un tronco e in pochi minuti gufetti, scoiattoli, uccelli e sgabelli. C’erano dimostrazioni di attività forestali, perché un bosco pulito e tenuto in ordine, aiuta a prevenire gli incendi. E può essere anche redditizio, sfruttato in maniera sostenibile. Si poteva giocare anche nei prati del parco: per i bambini una serie di bersagli da abbattere con l’acqua.

Ma non è stata solo una festa e volontari, dipendenti e operatori ne hanno approfittato per ‘rileggere’, nelle stanze ella Paggeria, gli incendi più significativi dell’estate con carte, schede, foto e numeri alla mano. Un modo per affinare in futuro ancora migliori strategie di contrasto, che sono per forza diverse da caso a caso.
Poi, dopo la consegna del Pegaso d’oro da parte del presidente Rossi, la foto ricordo di fianco alla statua del “Gigante dell’Appennino”.



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