Una domenica diversa tra arte, fede, storia, e… buona cucina

CANAVESE, CIRIACESE E VALLI DI LANZO – Ventun luoghi di culto generalmente chiusi e difficilmente visitabili sono stati aperti gratuitamente al pubblico domenica 8 aprile. Chiese, monumenti, cappelle… ricchi di affreschi, architettura, statue e quadri: un’arte dall’indubbio fascino, prevalentemente romanica e medievale ha attratto molti visitatori grazie a tanto volontariato che va qui lodato e ringraziato, e che ha offerto tutte le visite guidate. Ne abbiamo visitati solo 6 con a contorno una ricca pausa culinaria di mezzogiorno (il territorio offre garanzia di qualità); per le visite, oltre a quelle qui sotto proposte, consigliamo di contattare tramite i vari siti internet i responsabili per l’apertura e la visita a questi luoghi in una domenica della imminente estate per godere così di una giornata altrettanto ricca e piena.

1. SAN CARLO CANAVESE: Santa Maria di Spinerano. Edificata tra l’XI e il XII secolo, la parte più antica di questa cappella è composta da una bella abside interamente affrescata raffigurante la Madonna con il Bambino in grembo, Santi e i 12 Apostoli, con visi bizantineggianti e ieratici. Si tratta di affreschi di arte tardo gotica, del Maestro Domenicus de la Marcha de Ancona che qui visse per alcuni anni verso la metà del Quattrocento. La bellezza in più da sottolineare consta qui nelle ricche vesti, negli arabeschi delle cornici, preziose testimonianze reali del tempo. In origine le absidi erano tre, ma due sono andate perse in seguito ad un restauro secentesco dovuto a problemi di staticità; il piccolo campanile è originale. L’altare è coperto da un paliotto ligneo offerto dai D’Oria nell’Ottocento; sui muri trovano posto dei reperti romani rinvenuti in una tomba; in questa zona durante la peste del 1348 sorse un nuovo cimitero. Due curiosità: nel Settecento la facciata esterna venne dipinta nel rosa pallido oggi recuperato; una tegola antica (romana) reca inciso in epoca presumibilmente ottocentesca un piccolo indovinello relativo alla Trinità “Io son tre eppur son solo son sotto primoque di mondo e sarà fino alla fine”. Nel restauro del 2017 sono stati egregiamente ricostruiti i colori e il pastone di fondo degli affreschi absidali.

2. ROCCA CANAVESE: Santa Croce. Si tratta di una chiesa sconsacrata già cappella del vicino castello, non in ottime condizioni per l’umidità, di cui si fa carico il Comune che affida al Comitato Amici di Santa Croce ed ai suoi circa venti volontari la gestione e le aperture (da giugno a settembre è aperta tutte le domeniche). Nel Quattrocento Rocca faceva parte del Marchesato di Monferrato e nel Seicento per un breve periodo lo fu dei domini dei Gonzaga. La cappella risale al XIII secolo ed è affrescata in stile tardo gotico con influenze lombarde (maestri comacini). La volta a crociera del presbiterio evidenzia un’iconografia originale che contiene, affiancati, gli evangelisti ed i dottori della Chiesa; mentre sulla parete di fondo con espressive figure si notano una Pietà ed i 12 apostoli. Si osservano anche Dio Padre, San Bernardino da Siena, il martirio di Santa Agata, Santa Apollonia, la Madonna della Misericordia con i flagellanti ed una piccola figura che potrebbe essere il committente, oltre a vari santi non identificati. Al centro dell’abside trova posto un altare in legno dorato. Dell’antico maniero rimangono solo pochi resti di mura diroccate.

3. CORIO: Santa Croce. Chiesetta posta a fianco della Parrocchiale dedicata a San Genesio (ma la processione odierna era in onore di San Vincenzo); entrambe risalgono al Sette – Ottocento.

4. VALPERGA: San Giorgio. Si tratta di un bellissimo edificio, anch’esso cappella del castello, che conserva molti affreschi, tra i più importanti dell’alto Canavese. Questo castello, così come la chiesa, è ben conservato: la sua nascita si fa risalire all’inizio del XII secolo, mentre le parti più antiche del campanile e della chiesa risalgono all’XI. La cappella è stata ampliata nel XV secolo e il suo utilizzo non era riservato solo ai Conti di Valperga ma era aperto al popolo. Particolarità unica è che questa chiesa alle origini – grazie all’impulso e alle motivazioni religiose della famiglia Valperga – acquisì importanza e particolarità con affreschi che ricoprivano sia le pareti interne sia quelle esterne. Tali affreschi, insieme alle decorazioni in cotto delle finestre rappresentano la maggior rilevanza artistica di tutto il monumento. Nel XVI e XVII secolo furono chiuse due finestre e fu rifatta la volta della navata centrale con l’erezione di una cupola sopra il presbiterio. Durante la peste del Seicento la chiesa venne adibita a lazzaretto, per cui in seguito le pareti per motivi igienici vennero ricoperte di calce. Nella seconda metà dell’Ottocento l’architetto D’Andrade prese questa chiesa a modello per rifare quella del Borgo medioevale di Torino. Solo negli anni 30 del Novecento, grazie al senatore Giorgio Anselmi di Valperga, furono riportati alla luce gli affreschi ed iniziò il primo restauro, ma per i successivi eventi bellici e la carenza di fondi furono esposti alle intemperie e ad infiltrazioni di acque piovane. Solo i recenti restauri del 2001 – 2005 hanno portato al recupero di molti affreschi. Quello più grande, Miracoli e opere di San Michele (8,90 x 4,60 m), si trova sul lato destro tra la quarta e la quinta cappella; nel presbiterio, scene della Passione (1462). In sacrestia un affresco, originariamente esterno ed inglobato nel nuovo locale nel Seicento, raffigura l’adorazione di tre giovani Re Magi sotto un bel rosone in cotto e tratti di cornice anch’essa in cotto. La prima cappella della navata destra ospita un confessionale del Seicento, la seconda un bell’altare ligneo in stile barocco piemontese. Molto bella è la Madonna in trono dipinta tra i santi Bartolomeo e Bernardo con San Giorgio in ginocchio, terza cappella. La rappresentazione meglio conservata è quella che raffigura su di una colonna la Maddalena. Da notare ancora un crocefisso ligneo del Cinquecento posto sull’arco di accesso al presbiterio. Presente anche un tabernacolo in legno dorato (ora in restauro). Molto interessante l’esterno, soprattutto nella parete volta a mezzogiorno, con tre finestre in terracotta ornate a formelle, tre pinnacoli posti sul tetto, sempre in terracotta, avanzi di affreschi di santi e soprattutto un sepolcreto, a ridosso della sacrestia secentesca, chiamato la Rotonda, edificato nella metà del Seicento dai Valperga come cappella privata e trasformata in sacello nel 1699, che termina in alto con un lanternino barocco a pianta quadrata. In fondo al sacello uno stucco riproduce gli stemmi delle insegne nobiliari dei Valperga e dei Biandrate Aldobrandini. Ultima nota: nel 1996 allo scopo di arrestare il degrado di questo monumento è sorta l’Associazione onlus Amici di San Giorgio di Valperga che oltre a curare l’apertura dei locali, organizza attività culturali quali mostre e concerti al suo interno.

5. BORGIALLO: S. Giacomo. Si tratta di una piccola cappella posta ai bordi della strada, che potrebbe passare inosservata se non si sa cosa contiene. Probabilmente risalente al XV secolo, presenta l’originalità di un arco vuoto posto sopra la piccola porta d’ingresso e degli affreschi (quattrocenteschi) all’interno, emersi nei lavori di restauro del 1994 promossi da un comitato di volontari, molto attivi e disponibili. Nella facciata (sull’arco di accesso) presenta un’Annunciazione ed ai lati un vescovo, un santo, e San Bernardo.

Al suo interno, sul fondo, è visibile una Crocifissione con Madonna, e San Giovanni tra i santi Sebastiano e Rocco (a cui probabilmente era dedicato in origine l’edificio), per proteggere i nativi contro la peste. Il volto più bello, pur se incompleto e frammentato, è rappresentato dal Cristo nella classica mandorla con i simboli degli evangelisti, mentre gli apostoli sono raffigurati con un cartiglio recante le parole del Credo. Le figure sono tutte eleganti, in acconciature, pose ed abbigliamento ricchi di dettagli; tra queste spicca un San Sebastiano che porta le frecce come un mazzo di rose con in testa un cappello recante una piuma di fagiano.

La parte esterna era protetta da una cancellata in legno e solo nel XVIII secolo la facciata venne chiusa e dotata di porta e di un’unica finestra.

6. SAN PONSO: Battistero. Qui parliamo di un complesso plebano, composto da una chiesa e da un battistero. La prima non è di grande interesse: costruita tra il 1653 ed il 1674, si presentava a navata unica con abside semicircolare, poi nell’Ottocento suddivisa in tre. In tale occasione furono rinnovate sia le coperture sia le decorazioni interne. Oggi è parrocchiale. Muti testimoni di un antico passato sono alcune lapidi in essa conservate risalenti al I e II secolo che confermano l’ipotesi che in epoca romana in questo luogo sorgesse un insediamento importante.

Molto pregevole è invece il Battistero con architettura medioevale piemontese, la cui datazione indica un’epoca successiva al VI – VII secolo, sorto su un preesistente edificio (di due secoli prima circa) Ha una forma molto particolare e curiosa. Innanzitutto è molto slanciato verso l’alto con una cupola difesa da un tamburo ottagonale. Su tale tamburo nel 1585 venne costruito il campanile a base quadrata, recante un grosso quadrante d’orologio ad una sola lancia segna ore, mosso (ancora oggi) da un complesso meccanismo ad ingranaggi risalente al Settecento. Sul campanile trova posto anche una meridiana solare, di tipo italico, datata 1767.

Da notare infine l’architrave della porta d’ingresso (lato ovest) ove è posta una lastra in pietra scolpita raffigurante una figura femminile supina che reca la scritta ” SECUNDIN (a) AEBUTIA TP” (?).

Per chi volesse visitarli forniamo l’elenco completo delle chiese e dei monumenti proposti da PERCORSI: www.percorsiartestoriafede.it.

Balangero: San Giacomo; Baldissero Canavese: Santa Maria di Vespiolla; Borgiallo: San Carlo e San Giacomo; Caselle: S. Anna; Cirié: San Martino e Santa Maria degli Angeli (Robaronzino); Corio: Santa Croce; Favria: San Pietro Vecchio; Grosso Canavese: San Ferreolo; Lanzo: Santa Croce; Nole: San Vito; Rivarolo Canavese: San Francesco; Rocca Canavese: Santa Croce; San Carlo Canavese: Santa Maria di Spinerano; San Francesco al Campo: Beata Vergine Assunta; San Maurizio Canavese: Chiesa Plebana e San Rocco; Valperga: San Giorgio.

Le foto sono di proprietà dell’autore e sono state pubblicate col consenso dei volontari che le hanno autorizzate.

Franco Cortese Notizie in un click



Informativa sui Cookie

Informativa ai sensi dell’art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196

NotizieInUnClick.it utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione.
Per leggere di più su i cookie utilizzati interni e di terze parti visita la pagina dedicata.
Per continuare a navigare questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi