William Shakespeare ERA ITALIANO

TEORIA AFFASCINANTE EMERSA DAL RECITAL DEL SOPRANO LUCIA FIORI PROMOSSO AD ASCOLI DAL  LIONS CLUB HOST E MAESTRI DEL LAVORO
William Shakespeare è a tutti noto come il più grande drammaturgo inglese del periodo Elisabettiano a cui sono attribuite numerose opere di pregio che hanno fatto la storia  della letteratura e del teatro, ma non tutti sanno da quanti e quali misteri siano avvolte le sue opere e la sua stessa vita, tanto che potrebbe avere avuto anche i natali in Italia ed essere dunque a tutti gli effetti un sommo autore italiano. La singolare ma circostanziata teoria, che ha letteralmente sorpreso ed affascinato il folto pubblico presente è emersa durante lo spettacolo lirico-teatrale “William Shakespeare: Un piede a terra l’alto tra le stelle” presentato in anteprima assoluta ad Ascoli, presso l’auditorium “Emidio Neroni” dal soprano ascolano Lucia Fiori, con l’arpista Stefania Betti e l’attore Mauro Pierfederici, per iniziativa del Lions Club Host, presieduto dalla vice sindaco Donatella Ferretti e del Consolato Maestri del Lavoro di Ascoli è Fermo, console Amilcare Brugni, con il patrocinio del comune di Ascoli Piceno ed il contributo della Fondazione Carisap. A distanza di 400 anni dalla  sua morte, le notizie sul leggendario personaggio William Shakespeare sono ancora avvolte nel più fitto mistero ed i tre eccellenti artisti, attraverso brani di musica di autori primari del periodo rinascimentale-barocco (1500-1600) e cioè dello stesso periodo shakespeariano, interpretati con maestria da Lucia Fiori, accompagnata dalle note dell’arpa di Stefania Betti, hanno ripercorso, con in particolare la voce narrante dell’attore Mauro Pierfederici, le vicende umane dell’uomo William Shakespeare, più che quelle della sua vita artistica, evidenziando con episodi ed aneddoti vari, la teoria che William Shakespeare più che essere nato in Inghilterra a Stratford-upon-Avon, il 23 aprile 1564 e morto nella stessa Stratford-upon-Avon il 23 aprile 1616, sia in realtà nato a Messina con il nome di Michelangelo Florio Crollalanza e che una volta fuggito con i propri genitori a Londra, durante la Santa Inquisizione, essendo l’intera famiglia di rito calvinista, abbia cambiato poi il proprio nome, scegliendo di tradurre quello materno Crollalanza con l’equivalente inglese, Crolla Shake, Lanza Speare: Shakespeare. Ma non è tutto poiché nel corso dello spettacolo, per rafforzare la teoria dell’italianità di Shakespeare sono state raccontate dallo stesso Pierfederici altre storie della sua misteriosa vita, piene di Italia e di nomi Italiani, che con la dolcezza del canto di Lucia Fiori ed i suoni armoniosi dell’arpa della Betti hanno attratto le attenzioni del qualificato pubblico e delle autorità presenti per l’occasione, tra cui il nuovo prefetto di Ascoli Rita Stentella ed il consigliere regionale Piero Celani. La serata, aperta con una breve presentazione dell’iniziativa da parte di Giorgio Fiori ed i saluti della presidente del Lions Donatella Ferretti e del console dei Maestri del Lavoro Amilcare Brugni, si è conclusa dopo tanti applausi, ovazioni e pressanti richieste di bis, nonché l’immancabile omaggio floreale alle interpreti femminili da parte dello stesso console Brugni, con un fuori programma che ha visto Mauro Pierfederici nella recitazione della poesia di  Edoardo De Filippo “Bene mio e core mio” ed a seguire Lucia Fiori, sempre accompagnata dall’arpa di Stefania Betti, dare sfogo al suo grande ed innegabile talento, con l’esibizione della dolcissima romanza napoletana “A’ Vucchella” del 1904 di Francesco Paolo Tosti e versi di Gabriele D’Annunzio, che ha toccato gli animi dei più.



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